Software / Nota di lavoro
Ti serve davvero un'app o potrebbe bastare una web app?
App mobile o web app? La scelta dipende da chi la userà, dal dispositivo, dalla frequenza di utilizzo e dalle funzioni necessarie offline.
Hai bisogno di un'app da installare o può bastare una web app? La risposta breve è: dipende da chi la userà e da cosa deve fare.
Se una persona lavora tutto il giorno dal telefono, avere un'app può essere comodo. Se invece deve entrare due volte l'anno per leggere un documento, probabilmente basta un link. Prima di decidere, prova a rispondere a quattro domande: chi userà il prodotto, da quali dispositivi, per fare cosa e quali operazioni dovranno funzionare anche senza connessione.
Parti da quanto spesso verrà usata
Installare un'app richiede alcuni passaggi: bisogna trovarla nello store, scaricarla, accettare eventuali permessi e capire da dove iniziare. Se la usi ogni giorno, non è un grande problema. Se devi compiere una sola operazione veloce, può diventare una seccatura inutile.
Pensa a un ospite che vuole controllare le date nel booking engine di un agriturismo. Non ha motivo di installare l'app della struttura prima ancora di aver scelto la camera. Lo stesso vale per chi apre il sito di un ristorante da Google o da un QR: in questi casi un link è più pratico.
Un tecnico che registra interventi durante tutta la giornata ha invece esigenze diverse. Usa spesso il telefono, magari mentre si sposta, e può trovare più comoda un'app sempre disponibile.
Essere presenti su App Store e Google Play, da solo, non è un buon motivo per sviluppare un'app. Prima bisogna capire perché una persona dovrebbe scaricarla e continuare a usarla.
Dipendenti e clienti possono entrare in modi diversi
Non è necessario scegliere un'unica soluzione per tutti. Una web app e un'app mobile possono usare gli stessi account, gli stessi dati e le stesse regole.
Il team, ad esempio, può lavorare dal computer attraverso una web app, mentre chi è fuori sede usa alcune funzioni da un'app mobile. Il cliente può ricevere un semplice link. Tutti lavorano sullo stesso sistema, ma ognuno lo apre nel modo più comodo per il proprio compito.
Proposa funziona così: chi prepara i preventivi usa un pannello, mentre il cliente riceve un link e legge la proposta senza installare nulla. In Aportata, il ristoratore gestisce il menù da un pannello e l'ospite lo apre dal QR.
Quando può bastare una web app
Una web app si apre nel browser, ma può comunque avere account, ruoli, documenti, pagamenti e tutte le funzioni di un gestionale, un portale clienti o un sistema di prenotazione.
Di solito è una buona scelta quando le persone devono entrare velocemente da un link, il prodotto deve funzionare sia da computer sia da telefono e non servono funzioni che il browser gestisce male.
Esistono anche le Progressive Web App, o PWA, che possono essere installate e usare alcune funzioni tipiche delle app. Il supporto cambia però in base al browser e al dispositivo. La guida di web.dev sulle capacità delle PWA suggerisce di controllare le singole funzioni necessarie, una per una.
Con una web app anche gli aggiornamenti sono più semplici da distribuire: quando pubblichi una nuova versione, tutti la trovano allo stesso indirizzo. Restano necessari test e manutenzione, ma non devi inviare ogni aggiornamento ai diversi store.
Quando conviene un'app mobile
Un'app mobile ha più senso quando il telefono è lo strumento principale con cui una persona lavora o usa il servizio. Può servire se l'utilizzo è frequente, se alcune funzioni del dispositivo sono indispensabili o se il prodotto deve funzionare in condizioni che il browser non gestisce bene.
Fotocamera, posizione, file e notifiche sono disponibili anche in molte applicazioni web, ma non sempre funzionano allo stesso modo su tutti i telefoni. Dire soltanto «ci serve la fotocamera» non basta. Bisogna descrivere cosa farà la persona e verificare se il browser riesce a farlo in modo affidabile.
Va considerata anche la gestione degli store. Apple controlla app e aggiornamenti tramite la propria App Review, mentre Google richiede le informazioni necessarie per la revisione su Google Play. Questo lavoro continua anche dopo il primo rilascio, perché regole e sistemi operativi cambiano nel tempo.
Chiarisci cosa deve funzionare offline
«Deve funzionare offline» può voler dire molte cose. Alcune schermate potrebbero dover essere soltanto consultate, mentre altre dovrebbero permettere di modificare i dati e salvarli quando torna la connessione.
Immagina un tecnico che cambia l'indirizzo di un intervento mentre è offline. Nel frattempo, una persona in ufficio modifica lo stesso indirizzo. Quando il telefono torna online, il sistema trova due versioni dello stesso dato e deve sapere quale mantenere oppure chiedere a qualcuno di controllare.
Questo problema esiste anche con un'app nativa. Salvare un dato sul telefono è abbastanza semplice; sincronizzarlo senza cancellare il lavoro di qualcun altro richiede regole precise. Prima di scegliere la tecnologia, scrivi quali azioni dovranno funzionare offline e cosa dovrà succedere in caso di modifiche in conflitto.
Metti in conto tutte le versioni da mantenere
Una web app non costa sempre meno di un'app mobile. Il prezzo dipende dalle funzioni e da quante versioni bisognerà sviluppare, provare e aggiornare.
Oltre alle schermate ci sono il database, gli accessi, i ruoli, le notifiche e i collegamenti con altri strumenti. Potresti avere una web app, una versione per iPhone e una per Android. Anche quando una parte del codice è condivisa, ogni versione va provata sui dispositivi che verranno usati davvero.
Per decidere, prendi le tre azioni più importanti del prodotto e annota chi le compie, da quale dispositivo, quanto spesso e cosa deve succedere senza connessione. Se il browser le gestisce bene e un link rende facile l'accesso, partirei da una web app. Se il lavoro avviene soprattutto dal telefono e il browser non offre alcune funzioni in modo affidabile, valuterei un'app mobile.
Non devi realizzare tutte le versioni insieme. Puoi partire da una web app e aggiungere l'app mobile quando emerge un bisogno reale, oppure creare un'app per chi lavora sul campo e un pannello web per chi amministra il sistema. È il tipo di valutazione da cui parto quando progetto un software su misura.