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Siti web / Nota di lavoro

Rifare il sito senza perdere posizionamento: cosa controllare prima di pubblicare

Prima di rifare un sito, prepara gli indirizzi da mantenere e i redirect. Ecco cosa controllare prima e dopo la pubblicazione per non perdere visite.

Manuel De Ceglie4 min di lettura

Quando rifai un sito, un'eventuale perdita di visibilità non si nota sempre al momento del lancio. Le pagine possono aprirsi senza errori, mentre Google deve ancora rileggere gli indirizzi e i contenuti che hai cambiato.

Per ridurre il rischio, prima di pubblicare devi sapere quali pagine esistono oggi e dove porterà ciascun vecchio indirizzo. Se prepari questa mappa in anticipo, dopo il lancio sarà anche più semplice capire se qualcosa non sta funzionando.

Fai l'inventario di quello che hai adesso

In un sito online da qualche anno possono esserci pagine che nessuno ricorda più. Prima di eliminarle, controlla se ricevono visite, compaiono nelle ricerche o hanno link da altri siti.

Prima di toccare il sito attuale, prepara l'elenco degli indirizzi esistenti. Google suggerisce di partire dagli URL presenti nella sitemap, nei log del server e negli strumenti di analisi, per poi decidere una destinazione per ciascuno. I passaggi completi sono nella guida ufficiale per spostare un sito.

Aggiungi a ogni pagina le visite ricevute e le ricerche da cui arrivano. Ti aiuterà a riconoscere le pagine importanti e a decidere con più attenzione cosa recuperare, unire o eliminare.

Controlla anche i link ricevuti da altri siti. Un articolo che non aggiorni da tempo potrebbe essere ancora citato altrove; se cambi il suo indirizzo senza un redirect, quei link porteranno a un errore.

Decidi dove deve portare ogni vecchio indirizzo

La mappa dei redirect è un elenco con il vecchio indirizzo da una parte e quello nuovo dall'altra.

Ogni pagina vecchia dovrebbe portare alla pagina nuova che tratta lo stesso argomento. Se «Assistenza caldaie» diventa una sezione di una pagina più ampia, il redirect può portare lì. Se il contenuto viene eliminato e non esiste un sostituto, è corretto restituire un errore 404 o 410. Google sconsiglia di mandare molti vecchi indirizzi verso una homepage che non c'entra, perché potrebbe considerarli errori mascherati.

Per un cambio definitivo servono redirect permanenti lato server, cioè 301 o 308. Google li usa come segnale per mostrare il nuovo indirizzo nei risultati. I redirect 302, 303 e 307 indicano invece uno spostamento temporaneo. La documentazione di Google sui redirect spiega anche perché quelli lato server sono la scelta preferita.

Google specifica che i redirect 301 e gli altri redirect permanenti non causano una perdita di PageRank. I problemi arrivano più facilmente quando un redirect manca, porta a una pagina non pertinente oppure crea una lunga catena di passaggi.

Prima di pubblicare, controlla queste cose

Mentre il nuovo sito è ancora in anteprima, controlla:

  • che non sia rimasto un noindex usato per nascondere l'ambiente di prova;
  • che un campione dei vecchi indirizzi arrivi davvero alle destinazioni previste;
  • che titoli e descrizioni delle pagine importanti non siano stati cancellati per errore;
  • che i moduli di contatto funzionino con un invio reale;
  • che Analytics e Search Console raccolgano i dati;
  • che la sitemap contenga gli indirizzi nuovi;
  • che i link interni e l'indicazione dell'indirizzo canonico usino i nuovi URL.

Se cambia anche il dominio, usa lo strumento Cambio di indirizzo di Search Console. Google specifica che non serve per il solo passaggio da HTTP a HTTPS.

Cosa aspettarsi dopo il lancio

Durante una migrazione la visibilità può oscillare mentre Google visita e indicizza i nuovi indirizzi. Per un sito piccolo o medio possono servire alcune settimane; per siti più grandi il passaggio può richiedere più tempo.

Nei primi giorni controlla gli errori di scansione, l'indicizzazione delle pagine importanti e i redirect dei vecchi indirizzi. Confronta anche visite e ricerche tra vecchio e nuovo sito. Se una sezione perde visibilità, parti dagli URL di quella sezione e verifica che non manchino redirect o che non sia rimasto un blocco all'indicizzazione.

I redirect devono continuare a funzionare anche dopo il lancio. Google consiglia di mantenerli il più a lungo possibile e, in genere, almeno per un anno.

Chiedi se questi lavori sono compresi nel preventivo

Prima di firmare, chiedi se l'inventario degli URL, la mappa dei redirect e i controlli prima del lancio sono compresi nell'offerta. Richiedono tempo e possono spiegare perché due preventivi per lo stesso sito sono diversi.

Controlla anche a chi sono intestati dominio, hosting, Analytics e Search Console. Tutti questi accessi servono durante la pubblicazione e dovrebbero rimanere disponibili all'azienda.

Se il sito riceve visite soprattutto da ricerche locali, controlla anche scheda, informazioni e pagine dei servizi. Nella pagina sui siti web trovi invece come affronto struttura, contenuti e pubblicazione di un rifacimento.